lunedì 29 aprile 2013

FRANCIGENA ROAD



La Via Francigena, o via Franchigena, che dal nord della Francia giungeva fino Roma (e per questo chiamata anche Romea), è stata per secoli la più importante strada europea, in quanto collegava il Mare del Nord al Mediterraneo.
Il percorso storico della via Francigena è quello seguito nel 994 dall'arcivescovo Sigeric, che da Canterbury (Inghilterra) partì per Roma in un pellegrinaggio di 1600 chilometri attraverso la Francia e l'Italia, annotando nel suo diario 80 tappe: è questo il cosiddetto itinerario sigerico.
Nei secoli successivi questa strada fu percorsa da migliaia e migliaia di persone: non solo pellegrini, ma anche viandanti e mercanti, che misero a confronto la loro cultura con quella dei territori attraversati e consentirono alle varie economie locali di inserirsi in quella che è stata definita l'economia a raggio mondiale del Medioevo, portando alla grande ripresa dei secoli XII e XIII, caratterizzati dallo sviluppo degli scambi commerciali e delle attività finanziarie e manifatturiere, ponendo le basi per una integrazione europea fondata sui valori della cristianità.

La via Francigena non era una singola strada, ma fasci di strade che collegavano il maggior numero di centri abitati di una determinata zona, svolgendo anche funzioni di collegamento locale.
Trekking in Toscana | La Via Francigena in Toscana



La Francigena in provincia di Siena

Il tratto della via Francigena che attraversa la provincia di Siena è sicuramente uno dei percorsi più suggestivi, in grado di attrarre nuovi pellegrini alla ricerca di spiritualità, luoghi d'arte e natura incontaminata.
La via Francigena metteva in comunicazione San Gimignano, Poggibonsi, Colle Val d'Elsa, Monteriggioni, Bagno Vignoni e naturalmente Siena, salendo sulla Montagnola Senese sfiorando il Chianti e immergendosi nelle Crete Senesi, passando accanto a pievi, abbazie, romitori, castelli e borghi medievali tutti da riscoprire, con itinerari percorribili a piedi (trekking) ed in bicicletta (cicloturismo).
In Toscana il tracciato segue per lo più la via Cassia, una strada stretta e trafficata, ma è possibile imboccare strade alternative che attraversano la campagna e piccoli borghi.
La Val d'Orcia è situata nel sud della Toscana, in provincia di Siena, alle pendici del Monte Amiata e delle colline Senesi. La Val d'Orcia, come tutta la Toscana, è celebre in tutto il mondo come simbolo di civiltà laica. Il suo territorio fa parte dei Comuni di Castiglione d'Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d'Orcia i quali hanno costituito il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d'Orcia per valorizzare e tutelare un territorio di rara bellezza ed intensità.
Attraversata dal fiume Orcia al centro, che le dà il nome, è caratterizzata da gradevoli panorami paesaggistici e da svariati centri di origine medievale, tre dei quali molto noti come Pienza e Montalcino. Albero caratteristico il cipresso, cibi e bevande tipici i Pici, il Pecorino di Pienza, il Brunello di Montalcino e la nuova denominazione del Vino DOC Orcia.



San Quirico d'Orcia

Nel Medioevo San Quirico d'Orcia si trovava sulla direttrice della via Francigena. Sigerico, arcivescovo di Canterbury, nel suo itinerario, compiuto tra il 990 e il 994, cita San Quirico come XII submansio e la definisce Sce Quiric. Ad accrescerne l'importanza contribuiva inoltre l'essere il punto di raccolta dei mercanti umbro-marchigiani diretti a Firenze e Siena, che vi giungevano attraversando la Valle del Chienti, Colfiorito, Foligno e Perugia fino a San Quirico.

San Quirico ha inoltre alcune chiese rilevanti dal punto di vista storico-artistico: oltre alla già citata Collegiata di San Quirico (più precisamente Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta) e alla Chiesa romanica di San Biagio a Vignoni, vanno segnalate la Chiesa di San Giovanni Battista a Bagno Vignoni, la Chiesa e la Cappella della Madonna di Vitaleta, la Chiesa di Santa Maria Assunta e l'Oratorio della Misericordia.



L'Ospedale di Santa Maria della Scala

Di fronte alla chiesa di Santa Maria si offriva ai pellegrini e viandanti, che percorrevano la Francigena, un Ospedale appartenente a quello di Santa Maria della Scala di Siena. L'Ospedale, edificato nel XIII sec., attualmente conserva un cortile, al centro del quale si trova un pozzo cinquecentesco.
Il Palazzo Chigi Zondadari, edificio storico barocco situato in Piazza Chigi, risale al XVII secolo ed appare come un'imponente struttura di pietra in contrasto con gli edifici circostanti.
Il Palazzo Pretorio, antico edificio storico della comunità situato in via Dante Alighieri, oggi è sede del Centro accoglienza del Parco della Val d'Orcia.


La Collegiata di San QuiricoLa Collegiata, edificio costruito in stile romanico sui resti di un’antica pieve, presenta all'esterno tre portali diversi tra loro per stile e per conformazione.
Il primo, progettato secondo i canoni dell’architettura romanica, è costruito in pietra arenaria e travertino, il secondo edificato nel 1288, presenta sculture di notevole interesse artistico, il terzo ha uno stile tra il romanico ed il gotico.
Su un lato della chiesa sono presenti due profonde bifore, una delle quali presenta la figura di una piccola cariatide dal ghigno inquietante. Nel coro ligneo si possono ammirare le tarsie realizzate tra il 1482 e il 1502 da Antonio Barili per il Duomo di Siena e acquistate successivamente nella famiglia Chigi.
In un'ala del transetto della Collegiata è collocato lo splendido polittico di Sano di Pietro.

La cinta muraria
San Quirico è un esempio fra i più notevoli di struttura urbanistica medievale e conserva, nelle presenze architettoniche, numerosi segni della antica importanza. Attualmente San Quirico conserva buona parte della cinta muraria, mancante solamente della porzione nordorientale e di un tratto a sud. Sono in parte visibili ancora ben 14 torrette, alcune delle quali incorporate in altre strutture. Non esistono purtroppo resti delle porte a nord e a sud: conservata e particolarmente originale è invece quella orientale. Il corpo centrale della porta a sei lati è coronato da una serie di piccole mensole in pietra a sostegno della grande porta che si apre ad arco tondo e presenta prima un passaggio coperto a botte, poi un arco acuto cui segue un arco ribassato sotto una torre rettangolare aggiunta posteriormente.


Gli Horti Leonini


Realizzati intorno al 1580 da Diomede Leoni. L'immenso giardino, cui si accede dall'ingresso situato fra le mura castellane e la piazza principale del paese, si apre in una larga fuga prospettica che le aiuole di bosso, perfettamente geometriche, contribuiscono ad esaltare. Fanno da fondale alla scenografia, i folti lecci secolari, nella cui ombra cupa ci si immerge attraverso la scala di travertino che li fende. Lasciato il bosco, si raggiunge il piazzale verde su cui svettava l'antica torre medioevale, simbolo del castello, distrutta nell'ultima guerra.







Il Percorso da San Quirico d'Orcia a Radicofani
Fonte alla Vena

Nel 1677, infatti, San Quirico e il suo territorio furono donati come feudo da Cosimo III dei Medici al Cardinale Flavio Chigi.
E' a questo periodo che si riferisce la prima documentazione certa su "Fonte alla Vena". In quel periodo fu infatti creata a "Fonte alla Vena" su volere di Bonaventura Chigi una fabbrica di ceramiche. La "vaseria" come recita e illustra il Cabreo della famiglia Chigi (1795), interessava una parte della lunga schiera di edifici posti di fronte all'edificio porticato oggetto di ristrutturazione, mentre quest'ultimo risulta destinato ad Osteria.

Bartolomeo Terchi è stato un ceramista italiano del XVIII secolo. Nato a Roma nel 1691 da famiglia di origini fiorentine, si spostò a San Quirico d'Orcia nel 1717 dopo aver appreso il mestiere probabilmente a Roma. Lavorò presso la manifattura di maiolica fondata dai Chigi e attiva per tutto il XVIII secolo ("Fonte alla Vena"), che produceva per il consumo privato della famiglia. Di questa manifattura resta presso il Museo del Louvre un piatto con storie di Mosè, firmato da Terchi.

Castello di Vignoni 

Vignoni, noto anche come Vignoni Alto, è un piccolo aggregato di edifici di epoca medievale tra cui spiccano l'antica torre, la cui parte sommitale è andata perduta, e la chiesa di San Biagio. Vignoni si può raggiungere sia provenendo da San Quirico d'Orcia, attraverso la Strada Comunale di Ripa d'Orcia, sia da Bagno Vignoni, percorrendo la Strada di Bagno Vignoni.


L'edificazione di Vignoni, in origine un possedimento dell'Abbazia di Sant'Antimo, risale al secolo XI. Nel corso del secolo successivo divenne un possedimento della famiglia dei Tignosi, signori di Tintinnano - l'odierna Rocca d'Orcia - e vassalli dei conti Aldobrandeschi di Santa Fiora il cui dominio si estendeva su gran parte della Toscana meridionale. A cavallo fra il 1200 ed il 1300 Vignoni e le terre limitrofe furono sotto il controllo della Signoria dei Salimbeni, fieri avversari dello Stato di Siena. Solamente sul finire del XIV secolo, dopo ripetuti tentativi e con il decisivo aiuto di alcuni congiurati, la potente Repubblica di Siena riuscì a conquistare la roccaforte di Tintinnano ed i territori, tra cui il borgo fortificato di Vignoni, che da questa dipendevano.

Giunti nel piccolo borgo si nota subito il profilo caratterizzato da un'ampia scarpa della torre mozza che un tempo costituiva il cuore del fortilizio. A ridosso delle mura sorge la piccola chiesa romanica di San Biagio nelle quale si trovavano un fonte battesimale successivamente trasferito nella Collegiata di San Quirico ed un crocifisso bronzeo opera del Giambologna, adesso custodito nel museo di Montalcino. Dalla porta di ingresso delle mura, ben conservata, si gode di un'eccezionale vista sulla Val d'Orcia e probabilmente del miglior punto di osservazione per scattare foto panoramiche sulla dirimpettaia Rocca di Tentennano.




Bagno Vignoni 

Bagno Vignoni rappresenta uno dei borghi medioevali più suggestivi e meglio conservati della Toscana.
Bagno Vignoni era conosciuta fin dai tempi dei Romani famosa per le benefiche acque che scaturiscono ad una temperatura di oltre 50 °C e vengono recuperate nel "vascone", posto al centro del paesino, donandole un'aspetto molto suggestivo. A S. Caterina da Siena è dedicato un piccolo santuario situato nel porticato al lato della vasca.


La chiesa di San Giovanni Battista, antica chiesa pievana, si presenta ad unica navata, con facciata molto semplice.
All'interno è conservato un dipinto di scuola senese del XVIII secolo raffigurante Santa Caterina da Siena con Bagno Vignoni sullo sfondo. Sul portico che si affaccia sulla vasca è situata la piccola cappella dedicata a Santa Caterina da Siena innalzata nel 1660. Vi era collocato un affresco degli inizi del Seicento raffigurante Cristo risorto, oggi staccato e conservato nella chiesa di San Giovanni Battista.
Ogni anno si celebra il 24 giugno la festa di San Giovanni con processione intorno alla vasca e benedizione dei campi. La località è stata resa famosa da Santa Caterina Benincasa che vi soggiornò spesso, in particolare tra il 1362 e il 1367.













Nessun commento:

Posta un commento